giovedì 8 settembre 2011

I cittadini pugliesi contro l’obbligo di produrre i rifiuti e intanto a Gioia del Colle solo 25% di raccolta differenziata!

Contro l’obbligo di produrre rifiuti i cittadini hanno realmente iniziato a rifiutarsi.
Se n’è avuta dimostrazione con la manifestazione di un migliaio di persone, il 19 Agosto a Conversano, organizzata dal comitato “Riprendiamoci il futuro”, composto da numerose associazioni ambientaliste e di categoria agricola.
La protesta è contro l’obbligo di conferimento, determinato in 470 tonnellate al giorno per i prossimi 15 anni, dei rifiuti indifferenziati nell’impianto complesso che produce Combustibile Derivato da Rifiuti a Conversano.
Questo contributo obbligatorio è contenuto nel contratto (prossimo alla firma) tra Regione Puglia e il gruppo d’imprese CO.GE.AM. - Lombardi Ecologia, quindi verrà chiesto a tutti i 21 comuni dell’Ambito Territoriale Ottimale BA/5 che comprende anche Gioia del Colle.
Per questo motivo il Comitato chiede al Commissario Delegato per l’emergenza rifiuti in Puglia, Nichi Vendola, di rivedere questa clausola che va contro le leggi, sia nazionali e sia europee, che impongono il 65% di raccolta differenziata.

Questa clausola rende per nulla conveniente incentivare la raccolta differenziata proprio per garantire la quantità di rifiuti da non riciclare costante nel tempo per l’azienda che li raccoglie. Calcolando che oggi l’ATO BA/5 ha una media del 16% di raccolta differenziata e che al giorno sono conferite 600 tonnellate di rifiuti, quando s’instraderà la raccolta differenziata spinta, si potrebbe scendere di molto sotto il valore indicato nella clausola. Quindi ci sarà un inevitabile aumento della tariffa (considerata al costo di 126 euro a tonnellata, più IVA ed Ecotassa) e non risulterà conveniente portare avanti la raccolta differenziata.
Si continua a ignorare il volere dei cittadini, si deridono i comuni virtuosi e per questo motivo anche a Gioia del Colle il servizio di raccolta differenziata sta rispondendo con un andamento altalenante alquanto oscuro (trend del 25%), dopo che per anni aveva consolidato il primato nel bacino (Consultare la fonte: http://www.rifiutiebonifica.puglia.it/).
Si deve ridurre il costo della TARSU pagata dai cittadini dei Comuni virtuosi nella raccolta differenziata, che contribuiscono alla tutela dell’ambiente rendendo i rifiuti una risorsa recuperabile come nei paesi avanzati. Quindi bloccare il business delle discariche, evitare che si ricorra all’incenerimento per quella che i gruppi industriali della Marcegaglia dicano essere una buona produzione di energia.
Alla famiglia del presidente Confindustria, tramite il consorzio CO.GE.AM. sono riconducibili tutti e tre i termovalorizzatori pugliesi, gli impianti di Combustibile Derivato da Rifiuti e le più importanti discariche. Per assicurarsi la gestione dello smaltimento in Puglia hanno diviso la torta degli appalti con i potentati locali, vincendo in ben sei bacini pugliesi. Alcuni soci sono finiti nel mirino della magistratura per contatti con la Sacra Corona Unita, oltre che per reati ambientali. Se lo volesse, il gruppo Marcegaglia potrebbe iniziare dall’oggi al domani una tremenda emergenza rifiuti, per questo motivo assistiamo a una pietosa genuflessione del governo regionale pugliese, ma all’orizzonte si desta un popolo pugliese che rifiuta.

(http://comitatorif.blogspot.com/2011/09/cs-richiesta-di-incontro-con-vendola-e.html)

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